Culto – 2Be3 su Prime Video: una serie pop, sensibile e piena di nostalgia

Da Julie de Sortiraparis · Aggiornato il 21 ottobre 2025 alle 15:02 · Pubblicato su 26 settembre 2024 alle 15:38
Prime Video presenta Culte - 2Be3, una serie sulla nascita della boy band francese. Creata da Yaël Langmann, con Antoine Simony e Namory Bakayoko, uscirà il 24 ottobre 2025.

Culte – 2Be3 è il nuovo capitolo della collezione Culte su Prime Video, dopo Loft Story. Creata e diretta da Yaël Langmann, la serie ripercorre la nascita della prima boy band francese alla fine degli anni '90: 2Be3. La serie vede protagonisti Antoine Simony, Namory Bakayoko e Marin Judas nei panni di Filip Nikolic, Adel Kachermi e Frank Delay, tre amici di Longjumeau catapultati al vertice del pop prima di scoprirne il rovescio della medaglia. La serie sarà disponibile su Prime Video a partire dal 24 ottobre 2025.

La storia ripercorre la loro rapida ascesa in un'industria musicale in piena trasformazione. Cult – 2Be3 mescola fiction drammatica, biopic musicale e ricostruzione degli anni '90, offrendo al contempo uno sguardo intimo sulla giovinezza, la celebrità e il cameratismo.

Prime Video ha diffuso il trailer ufficiale:

Culte – 2Be3
Miniserie | 2025 | 6 episodi
Uscita su Prime Video il 24 ottobre 2025
Titolo originale: Culte – 2Be3
Nazionalità: Francia

Sinossi: Longjumeau, 1996. Filip, Adel e Frank sognano di sfondare nel mondo della musica e diventano i 2Be3, la prima boy band francese. Tra amicizia, gloria e disillusione, scoprono il dietro le quinte di un'industria in cui il successo ha un prezzo.

Questo nuovo capitolo di Culte beneficia della partecipazione diretta dei membri storici del gruppo, in particolare Frank Delay, che appare sullo schermo, eAdel Kachermi e Sasha Nikolic ( la figlia di Filip), coinvolti nella sceneggiatura. La serie, scritta da Yaël Langmann, rende omaggio al pop francese e a una generazione segnata dagli esordi della televisione musicale. L'universo visivo è ambientato negli anni '90, tra videoclip televisivi e concerti saturi di flash, mostrando al contempo le crepe del successo.

Recensione completa di Culte – 2Be3

Con Culte: 2Be3, la fiction francese si avventura in un terreno tanto inaspettato quanto carico di emozioni: quello delle boy band degli anni '90. Misto tra biopic musicale e dramma sociale, la serie ripercorre l'epopea del trio di Longjumeau — Filip Nikolic, Adel Kachermi e Frank Delay — tre amici di periferia diventati icone di una generazione prima di scontrarsi con la brutalità dell'industria musicale. L'ambizione è chiara: rivisitare un decennio saturo di sogni pop, gel per capelli e illusioni di gloria, guardando con tenerezza alla gioventù che voleva brillare.

Fin dai primi episodi, Culte instaura un tono nostalgico e scintillante, fedele alla promessa degli anni '90. I critici parlano di una serie "nostalgica, sottile e scintillante", e l'espressione rende bene questa alleanza di leggerezza e malinconia. La regia riproduce i colori vivaci, i look emblematici, le coreografie perfettamente simmetriche, iniettando al contempo un discreto realismo sociale: i terreni incolti, le periferie, le palestre dove si forgiano i sogni. Il montaggio alterna efficacemente l'ascesa euforica dei ragazzi e i momenti di introspezione in cui la gloria si rivela più impegnativa di quanto sembrasse.

La trama narrativa segue uno schema classicodi ascesa sociale e artistica: tre amici di periferia, appassionati di danza e sport, si lanciano nel mondo della musica, spinti dall'energia pura della loro amicizia. Il successo arriva rapidamente, troppo rapidamente, e con esso la pressione dei media, i conflitti interni, la paura di tradire ciò che erano. La serie pone con precisione la domanda formulata da Antoine Simony (Filip): «Fino a dove può arrivare un'amicizia? Cosa succederà quando arriverà la gloria?». Questa linea drammatica evita il sensazionalismo: non si cade mai nel pathos, ma in una dolce malinconia, alimentata dai ritornelli familiari e dalla consapevolezza del tempo trascorso.

Visivamente, la serie abbraccia la sua eredità pop: colori vivaci, luci abbaglianti, energia coreografata. L'estetica, ispirata ai videoclip televisivi dell'epoca, funge da specchio per la creazione di un sogno collettivo. Si intuisce una telecamera mobile, spesso incentrata sui corpi - quelle silhouette scolpite, evocate come "statue greche" nella sinossi - ma anche attenta ai volti, alla stanchezza, ai silenzi. Il contrasto tra lo splendore dei set e la grigia realtà delle origini sociali crea una tensione visiva feconda, ricordando che il successo, qui, si paga con l'autenticità.

Dal punto di vista sonoro, la serie capitalizza sul suo patrimonio musicale: i successi dei 2Be3 accompagnano le sequenze di allenamento, di scena o di pura nostalgia. La colonna sonora, carica di emozioni retrò, funziona come una molla della memoria collettiva. Ancorando la narrazione al fervore di un'epoca in cui la televisione creava ancora idoli.

Le interpretazioni contribuiscono in larga misura al successo del progetto. Antoine Simony interpreta un Filip Nikolic carismatico e vulnerabile, vero perno emotivo del gruppo. Namory Bakayoko e Marin Judas-Bouissou apportano la freschezza e la complicità necessarie per rendere credibile il trio. La serie trae la sua unicità anche dalla presenza reale di Frank Delay, che qui interpreta il mentore del proprio personaggio: un riferimento tanto audace quanto toccante, che conferisce alla fiction un gustoso gioco di specchi.

Questo realismo emotivo culmina nella scena finale, dove i veri Frank e Adel appaiono in lacrime. Questo momento sospeso, tra finzione e ricordo, mostra quanto questa storia rimanga viva per coloro che l'hanno vissuta: la gloria è stata breve, ma l'emozione rimane intatta.

In sostanza, Culte: 2Be3 interroga il sogno sociale di una gioventù proveniente dalla periferia: come trasformare l'emarginazione in forza espressiva? Affronta anche la logica di sfruttamentodell'industria musicale, dove gli artisti diventano prodotti e poi reliquie. Infine, la serie flirta con una lettura queer implicita, attraverso l'immaginario della virilità coreografata, dei corpi magnificati e del cameratismo fusionale che sfida gli stereotipi.

Se non tutto è perfetto – il ritmo a volte rimane troppo lineare, la regia manca di brillantezza formale – la serie riesce nel suo intento di far rivivere un momento di cultura popolare senza ironia né cinismo. Assume la sua dolcezza, il suo buon umore contagioso e restituisce ai 2Be3 il posto che meritano: quello di un mito ingenuo ma sincero, simbolo di un'epoca in cui la televisione creava sogni con la stessa rapidità con cui li consumava.

Culto: 2Be3 si rivolge principalmente a un pubblico sensibile alla nostalgia degli anni '90: coloro che hanno conosciuto le boy band, la televisione pre-social network e il fervore dei primi fan club. Ma parla anche a una generazione più giovane, curiosa di capire quel periodo in cui la celebrità si inventava ancora a colpi di VHS e programmi televisivi. Gli appassionati di biopic musicali troveranno in esso una riflessione sulla creazione, la pressione dei media e il prezzo della notorietà. Infine, il pubblico interessato alle questioni di classe sociale o di rappresentazione maschile potrà leggervi un sottotesto più politico sull'identità, il corpo e il successo.

Una serie luminosa, sincera e profondamente nostalgica. Non un dramma, ma una celebrazione malinconica: quella di tre ragazzi che volevano semplicemente "essere liberi, essere forti, essere lì".

Per saperne di più, scoprite anche la nostra selezione delle novità Prime Video del mese di ottobre, la nostra guida alle uscite in streaming su tutte le piattaforme e la selezione del giorno su cosa vedere oggi in streaming.

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Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Dal 24 ottobre 2025

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.
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